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Presentato al 6° Festival del Cinema di Cannes, "Io confesso"
(1953) di Alfred Hitchcock è basato sul dramma francese "Nos deux
consciences" scritto dal giornalista Paul Anthelme (che scrisse anche
usando lo pseudonimo di Paul Bourde), di cui si sa ben poco.
Il film non fu accolto bene dalla critica che gli regalò tiepide
recensioni, quando non sottolineò la totale nebulosità
del progetto forse troppo intellettuale del regista. Anche il pubblico
non si rivelò più magnanimo, e nonostante il cast che
vantava nomi come quello di Montgomery Clift ed Anne Baxter, fu un
insuccesso commerciale a livello internazionale.
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Anni dopo la sua lavorazione, Hitchcock nella famosa intervista
rilasciata a François Truffaut, raccontò che per il ruolo
femminile la sua prima scelta era caduta su Anita Björk,
attrice svedese che aveva ammirato nel ruolo di Miss Julie ne "La notte del piacere" (1951) di Alf Siöberg e che aveva
immediatamente considerato adatta per la parte. Ma quando la Björk
arrivò ad Hollywood, presentandosi con il compagno, lo scrittore
Stig Dagerman, e con la loro figlioletta, la Warner Bros. impedì
al regista di finalizzare il contratto, poiché non essendo
sposata, la notizia avrebbe creato troppo scalpore e danneggiato la
riuscita del film, e lo spinse ad optare per Anne Baxter come sostituta.
Altro aneddoto legato alla censura
e al perbenismo dell'epoca, fu la scelta di cambiare la storia
originale che prevedeva che il prete si impiccasse, facendo tagliare la
scena per evitare inutili problemi con gli uffici che avrebbero
vagliato il film prima dell'uscita in sala.
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La locandina italiana originale del film disegnata da Sandro Simeoni è stata quotata fino ad un massimo di 300 Euro.
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