"
Riunione
di famiglia" é il controverso film di ritorno alla regia, dopo
dieci anni, di uno dei più importanti autori danesi,
Thomas
Vinterberg.
Insieme a
Lars Von Trier, Vintenberg era uno sostenitori del fenomeno
Dogma 95, manifesto culturale che conferì una nuova energia al
cinema, un movimento di reazione in risposta al cinema convenzionale e
che aveva come elemento fondamentale il concetto di rischio: bisognava
rischiare per proporre qualcosa di nuovo.
Mentre Von Trier continua tutt'oggi a rischiare e a sconvolgere lo
spettatore (così come é successo con il suo ultimo film
"
Antichrist" presentato a
Cannes), Vintenberg, dopo il successo di
"
Festen", con questo seguito in chiave comica (il primo era un film
aggressivo, duro, in perfetto stile Dogma) sembra aver deciso di
tornare al cinema convenzionale, forse come naturale evoluzione del
successo ottenuto o come in molti hanno pensato, tradendo il suo
passato artistico e scegliendo una soluzione leggera per raccontare il
suo tema preferito, quello della famiglia.
Tutto il film si svolge in un clima da operetta degli equivoci,
l'occasione sono le celebrazioni dei 750 anni della nascita di una
piccola cittadina svedese e oltre ad un cantante d'opera, che torna a
casa per l'occasione, c'é un giovane cuoco neozelandese, che
conferisce con il suo carattere e le sue vicissitudini, una vena
sarcastica a tutta la pellicola. Attorno a lui ruoteranno preparativi
di nozze, un'amore imprevisto ed un segreto che lo lega al famoso
cantante.
Un intrigo familiare dai toni della commedia, pieno di colpi di scena,
che racconta tutti i conflitti, generati all'interno di una famiglia,
un film in cui, a tratti, si respira un'atmosfera a tratti italiana (alcuni
personaggi parlano addirittura in italiano!).
Le intenzioni erano inizialmente di girare il film proprio in Italia,
per conferire quella, che Vintenberg ha definito una perfetta atmosfera
felliniana, esaltando come avrebbe fatto il grande maestro, i
personaggi femminili ed il cibo: attorno a questi, ruota infatti molto
di questo ritorno al cinema del regista, elementi forti all'interno di
un ritratto di famiglia, in antitesi rispetto a quello anticipato da
"Festen".
Che si tratti di un tradimento a Dogma o di una trasformazione
inevitabile del modo di vedere la famiglia di Vintenberg,
toccherà allo spettatore deciderlo, perché per quanto la
critica cinematografica possa alzar la voce, alla fine, quello che
conta, a tavola come in una sala cinematografica, sono le sensazioni, che si trasmettono a chi partecipa al banchetto...